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È caduta la montagna

La frana del Monte Vigese, 15 marzo 1852

Il 15 marzo 1852, alle 8:30 del mattino, una gigantesca frana si staccò dal versante occidentale del monte Vigese, presso il borgo di Vigo, negli Appennini bolognesi. Una immensa massa di terra, massi e alberi rovinò a valle per oltre un chilometro, fin sotto Verzuno, poco prima del fiume Limentra. La slavina non lasciò scampo a 24 persone e a una settantina di capi di bestiame, e cancellò per sempre il borgo di Rio.

Il volume È caduta la montagna, di Stefano Michelini (testo) e Bill Homes (illustrazioni), ricostruisce la vicenda a partire dall’articolo che Salvatore Muzzi dedicò alla catastrofe nei giorni successivi. Attorno alla cronaca documentata prende vita il racconto di Giosuè, il boscaiolo di Rio che quella mattina, salito nel castagneto a lavorare, si salvò saltando di zolla in zolla sulla frana in movimento, per ritrovare la casa e parte della famiglia inghiottite dalla montagna.

Veduta della Rovina del Monte Vigese, dal bozzetto di E. Corty.
Veduta della Rovina del Monte Vigese, dal bozzetto di E. Corty.

La memoria dell’evento sopravvive oggi solo nell’oratorio di Sant’Antonio Abate, ricostruito con i sassi recuperati, e in un sasso con iscrizione ex voto: emblema della volontà e del desiderio di rinascita della gente di quella montagna.

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Crediti

Testo © Stefano Michelini · Illustrazioni © Bill Homes · Curatore Eneo Baborsky · «I Quaderni degli Sterpi», Campolo 2024.

Edizione web a cura di Luigi Vannini (editing), realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale.