Polisportiva Campolo · Gruppo di studi Alta Valle del Reno

Abbeveratoi
e Lavatoi

sulle strade di Montovolo

Un viaggio tra i semplici manufatti in pietra arenaria che, lungo i versanti della Limentra e del Reno, hanno dissetato uomini e animali e accompagnato il lavoro delle lavandaie. Costruzioni umili ma ricche di storia, da riscoprire con occhi nuovi.

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Bertuzzi · Homes · Michelini
Grizzana Morandi (Bologna) · 2003
Copertina del libro: Abbeveratoi e Lavatoi sulle strade di Montovolo
Il progetto

Ridare dignità all'acqua e alla pietra

Lo studio dei lavatoi e degli abbeveratoi del territorio ha suscitato in molti soci della Polisportiva di Campolo, ispirati anche dalla nostalgia, un profondo desiderio di recupero.

Un sentimento alimentato dai ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza, dai racconti di quando ancora si accompagnavano le vacche e i vitelli di razza Romagnola, due volte al giorno, a dissetarsi agli «eib», e le pozze erano frequentate dalle donne che lavavano i panni chiacchierando con le amiche durante il lavoro.

L'obiettivo è richiamare l'attenzione degli abitanti — residenti e non — su queste costruzioni semplici ma ricche di storia, e restituire ai manufatti in pietra la dignità che l'incuria e la distrazione degli uomini avevano cancellato. Il desiderio è che i lavatoi-abbeveratoi tornino a essere un punto di riferimento: non solo per indicare al viandante il giusto cammino, ma anche per chi voglia, una sera d'estate, assaporare in compagnia una fetta di cocomero tenuta in fresco nelle gelide acque della fonte.

Non ci si limiti, durante le passeggiate, a raccogliere effimeri mazzi di fiori di campo, ma ci si sforzi di cogliere la silenziosa armonia del paesaggio, così ricco delle geniali modifiche apportate dal secolare lavoro dell'uomo.

Il restauro si è realizzato nel 2003, «l'anno dell'acqua», grazie alla proposta della Polisportiva di Campolo accolta dal Comune di Grizzana Morandi, con il sostegno della Provincia di Bologna e di HERA: veri monumenti in pietra arenaria, luoghi di lavoro delle donne e degli uomini di quando l'acqua non raggiungeva ancora le abitazioni.

Dal volume

Le presentazioni

Le pagine di apertura del libro del 2003, con le parole di chi ha promosso e sostenuto il recupero dei lavatoi e degli abbeveratoi.

PrefazioneMaggio 2003

Lo stato di abbandono o addirittura di rovina dei lavatoi e degli abbeveratoi presenti sul nostro territorio ha suscitato in molti soci della polisportiva di Campolo, ispirati anche da molta nostalgia, un profondo disagio.

Infatti, questo sentimento è sicuramente alimentato da ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza, da racconti sui tempi di quando ancora si accompagnava le vacche e i vitelli di razza Romagnola due volte al giorno a dissetarsi agli " eib " e le "pozze" erano frequentate dalle donne che lavavano i panni chiacchierando con le amiche durante il lavoro.

E nata quindi l'idea di riconquistare l'attenzione degli abitanti della zona, residenti e no, su queste costruzioni semplici ma ricche di storia, e permetterne una giusta valutazione anche a chi ha occasione di incontrarle durante una breve permanenza sul nostro territorio.

Sicuramente nessuno pretende di veder utilizzate queste strutture come nei tempi in cui furono ideate è costruite, ma tutti sicuramente sperano di ridare a questi semplici manufatti in pietra la dignità che l'incuria e la distrazione degli uomini ha cancellato. E infatti nostro desiderio che i lavatoi - abbeveratoi diventino nuovamente un punto di riferimento, non solo per indicare al viandante il giusto cammino, ma anche per chi voglia,una sera d'estate, assaporare in compagnia una fetta di cocomero posto in fresco nelle gelide acque della fonte alcune ore prima.

E forse questa la miglior concezione di "arredo urbano" che siamo in grado di proporre per il problema in oggetto, ma siamo sicuri che essa sia condivisa da chi come noi ama questo territorio e la sua storia.

Questo libro crediamo servirà da mappa per la ricerca di vecchie strade e di vecchie usanze. Al tempo stesso sarà un importante punto di riferimento tecnico per chi avrà il compito di ristrutturare i manufatti presi in esame.

Abbiamo scelto i luoghi da descrivere seguendo prima mentalmente, quindi materialmente le strade che dai versanti della Limentra e del Reno salgono fino a Montovolo.

Abbiamo, durante il lavoro, confrontato i nostri ricordi e le nostre convinzioni con chi ha trascorso molta parte della propria vita nei borghi e nei boschi di questa vallata, arricchendo quotidianamente le nostre cognizioni.

Il risultato è questo libro.

Speriamo sia di vostro gradimento e non risulti troppo nozionistico, ma soprattutto ci auguriamo non rimanga lettera morta, dimenticato ed impolverato su uno scaffale di libreria.

Ci auguriamo anche che questo lavoro serva a molti visitatori ad avvicinarsi in modo nuovo, non "predatorio", al territorio. Non ci si limiti, durante le passeggiate, a raccogliere e deporre nei bauli delle automobili, giganteschi quanto effimeri mazzi di fiori di campo, che arriveranno a destinazione già tristemente appassiti, ma ci si sforzi di cogliere la silenziosa armonia del paesaggio, così ricco delle geniali modifiche apportate dal secolare lavoro dell'uomo. Non e certo strappando o portando via un pezzo di questo meraviglioso insieme che si potrà conservare il ricordo o rinnovare le sensazioni provate.

I lavatoi - abbeveratoi fanno parte del paesaggio e nella loro inamovibilità consiste la loro forza evocativa, simile, se pur ridotta, a quella delle montagne che li circondano e sovrastano.

Dobbiamo infine ringraziare.

Importante è stato l'aiuto di tutti coloro che indicandoci luoghi o fornendoci notizie su di loro, hanno permesso una migliore riuscita del testo.

Preziosissimo il lavoro dell'amico Paolo Digiuni, per le ricerche, le proposte e la redazione degli atti indispensabili alla ristrutturazione dei nostri manufatti.

Grazie anche a coloro che generosamente ci hanno permesso di pubblicare le fotografie di loro proprietà e a chi ci ha permesso di fotografare.

La nostra riconoscenza va anche al Sindaco del Comune di Grizzana Morandi che ha sempre sostenuto ed incoraggiato.

Inoltre grazie a Luigi Chinni per l'infinita cortesia e gli impagabili consigli tecnici e a Gianni Camera per la perfetta scansione delle immagini vecchie e nuove che compaiono sul libro, ad Andrea Gentilini per la sua estrema disponibilità.

Anche il denaro ha la sua importanza e pertanto non possiamo esimerci dal ringraziare chi più di tutti ha finanziato la nostra opera: l' Assessorato alla Tutela e Valorizzazione dell'ambiente della Provincia di Bologna ha generosamente collaborato alla pubblicazione del libro.

Tuttavia chi permetterà, sovvenzionando gran parte dei lavori, l’effettivo restauro e la restituzione alla collettività dei lavatoi-abbeveratoi è HERA.

PresentazioneDei presidenti delle associazioni

Ancora un libro frutto della collaborazione delle nostre due associazioni, la Polisportiva di Campolo ed il Gruppo di studi alta valle del Reno - rivista Nueter. La prima occasione di collaborare risale al 1999, quando venne pubblicato un altro libro di Bill Homes, Gli insediamenti della bassa Limentra Orientale, che riguardava il tratto della valle dal lago di Suviana fino allo sbocco in Reno.

E Bill non e nuovo a queste imprese, poiché la sua presenza in montagna, che oggi e divenuta stabile poiché ha comperato una casa a Campolo e ci abita gran parte dell'anno, ha già dato molti frutti: si cominciò nel 1995 con un piccolo libro sulla valle della Limentrella nella vicina Toscana, per proseguire con i due volumi sull'alta e la bassa Limentra Orientale e con un testo sui fiori della montagna in collaborazione con Piero Balletti; si proseguì poi con altri due volumi scritti in collaborazione con Aniceto Antilopi e Renzo Zagnoni il primo sulle chiese romaniche dell' Appennino ed il secondo sulla pieve di Pitigliano-Affrico, per terminare l'anno passato con un libro sulla Limentra Occidentale, quella, per intenderci, attraverso la quale passa la strada Porrettana, che raccoglie anche scritti di Francesco Guccini. Per non parlare poi dei numerosissimi articoli comparsi su vari numeri della rivista Nueter.

Ed oggi questo nuovo volume, scritto in collaborazione con due amici di Campolo, Loris Bertuzzi e Stefano Michelini.

L'oggetto di questo studio e davvero affascinante, poiché tutta la montagna e costellata di queste costruzioni, di dimensioni e forme molto diverse fra di loro, che dal punto di vista naturalistico ed architettonico risultano spesso dei piccoli capolavori, poiché presso di essi si trova l'elemento naturale dell'acqua, in molti casi di sorgente, che li rende luoghi accoglienti e piacevoli soprattutto nel periodo estivo. Un altro elemento importante è stata la capacità dei loro costruttori di adattare alle varie condizioni ambientali e urbanistiche lo stesso tipo, che normalmente comprende la vasca per abbeverare soprattutto le vacche e quelle dove lavare i panni; così ne troviamo al centro dei paesi o delle borgate, ma anche poco fuori di essi, molte volte in località bellissime circondati di alberatura e di prati.

Anche l'aspetto sociale e importante per decifrare i significati di queste modeste ed importanti costruzioni: nel passato furono sempre luoghi di incontro soprattutto delle donne, ma anche degli uomini, luoghi della comunicazione, della trasmissione delle informazioni o anche più semplicemente delle chiacchiere di paese, che erano comunque un modo importante di sentirsi parte della stessa comunità.

Per tutte queste ragioni ci sembra fondamentale che questo libro non si limiti ad analizzare i manufatti, descrivendone le strutture, l'approvvigionamento idrico e la collocazione spaziale ed urbanistica, ma più ambiziosamente voglia sollecitare tutti, abitanti, villeggianti ed enti pubblici, a prendere coscienza di un patrimonio che, pur essendo piccolo, fa parte del più vasto patrimonio che potremmo definire culturale della montagna. Così il coinvolgimento di Hera da un lato e dell' Assessorato all'ambiente della Provincia dall'altro e risultato di fondamentale importanza per avviare un'opportuna ed importante fase di recupero di queste strutture, con una restauro che sia rispettoso delle loro caratteristiche; e chissà che, oltre a ritornare ad essere luoghi di incontro per gli abitanti dei centri abitati presso i quali si trovano, qualche massaia torni a lavare almeno qualche volta i panni più piccoli in queste vasche: la biancheria acquisterà sicuramente un profumo d'altri tempi, del sapone fatto in casa e dei fiori dei prati che circondano questi lavatoi.

Ancora una volta gli acquerelli di Bill Homes, questo modo davvero unico di documentare gli edifici della montagna, interpretano in modo vivacissimo e con grande sensibilità anche questo tema, solo apparentemente marginale, ma che, valorizzato e posto al centro dell'attenzione, può diventare davvero significativo, anche come esempio per altre zone, anch'esse ricche di abbeveratoi e lavatoi; sarebbe davvero utile che il libro, la mostra ed il restauro di alcune di queste strutture venissero presi come un modello; per questo ci sentiamo di proporre a tutti i comuni montani di tentare di salvare e restaurare almeno alcuni esempi significativi di queste umili e preziose costruzioni.

Renzo Zagnoni (Gruppo Studi Val del Reno)
Christian Bertuzzi (Polisportiva di Campolo)

Presentazionedel presidente HERA Bologna

Proprio all'indomani della nascita di HERA S.p.A., frutto della fusione fra la SEA-BO e le aziende multiservizi dell'area romagnola, ed alla vigilia della sua quotazione in borsa, traguardo che ne sancisce il ruolo di azienda di rilievo nazionale, abbiamo ritenuto di dare un segno concreto della nostra volontà di mantenere con il territorio di riferimento un solido legame, vero punto di forza per l'azienda, grazie al quale essa ha potuto crescere e consolidarsi negli anni.

Il valore simbolico di questo intervento di recupero, che si realizza in uno dei luoghi più suggestivi della nostra provincia, è duplice: da un lato consente di riportare a piena funzionalità antichi manufatti - abbeveratoi e lavatoi - legati all'uso dell'acqua, alcuni dei quali ancora oggi sono parte integrante del sistema acquedottistico gestito da HERA, dall'altro ci ricorda che proprio l'acqua e uno degli elementi che caratterizzano il rapporto tra la nostra montagna e l'area metropolitana bolognese, contribuendo a legarne strettamente i destini.

Vi è poi il piacere di contribuire alla ulteriore valorizzazione di un'area che ha saputo reagire alla decadenza e all'abbandono e che sa offrire al visitatore le suggestioni e la magia del passato, unitamente ai segni della cura e della passione dei suoi custodi di oggi

Giovanni Tamburini

Letteradel sindaco di Grizzana Morandi

Il 2003 è l’anno dell'acqua. La proposta della polisportiva di Campolo, di ristrutturare lavatoi ed abbeveratoi afferenti l'area di Montovolo non poteva che essere accettata con entusiasmo dall'amministrazione comunale di Grizzana Morandi. È la dimostrazione di una sensibilità verso il bene dell'oggi e del futuro.

Con l'acqua delle nostre montagne, dei fiumi e torrenti che attraversano il territorio di Grizzana Morandi - Reno, Limentra, Setta - viene approvvigionata di acqua potabile l'area metropolitana bolognese. Molta acqua transita dalle nostre fontane.

È quindi un gesto di grande sensibilità politica e culturale il contributo del presidente di HERA Bologna Sig. Giovanni Tamburini quello di contribuire alla ristrutturazione di manufatti realizzati in pietra arenaria, veri monumenti del nostro territorio, luoghi di lavoro, di duro lavoro delle donne e degli uomini quando l'acqua non raggiungeva ancora le abitazioni. Luoghi che sono parte della vita e della storia della popolazione di queste terre e come tali vanno trattati. Visitarli sarà un motivo di piacere in più per i nostri abitanti ed i nostri ospiti.

Realizzare, in contemporanea alla ristrutturazione dei lavatoi e delle fontane, i dipinti in acquerello dei medesimi, dipinti che saranno raccolti in una pubblicazione ed esposti nel nostro comune e nella nostra provincia è un regalo che Bill Homes, architetto ed artista il cui punto di vista sui nostri luoghi fa già parte del nostro patrimonio storico e culturale, fa a tutti noi. È quindi uno di noi, e il fatto che una persona nata e cresciuta in un paese lontano dal nostro per costumi e tradizioni, nel periodo della sua piena maturità intellettuale impegni il suo tempo, le sue energie intellettuali, alla valorizzazione dei nostri luoghi, della nostra storia, è un dono così vero e profondo che non possiamo che accogliere con grande soddisfazione.

Grazie Bill.

Infine un ringraziamento a tutti quelli che hanno collaborato al progetto e che collaboreranno alla realizzazione del medesimo, muratori, scalpellini, architetti ed editori. Quando la cosa pubblica viene presa in "consegna" in questo modo dai cittadini è il segno di una sensibilità verso la quale il Sindaco non può che mettersi a disposizione.

Claudio Sassi

Introduzione

L'archetipo del manufatto

Non esiste un abbeveratoio o un lavatoio uguale all'altro, così come non esiste un uomo uguale a un altro. Tante sono tuttavia le caratteristiche che li accomunano. La bellezza di queste costruzioni deriva dalla loro funzione, unica ragione della loro esistenza: non vi era alcuna ambizione estetica in chi le costruì, eppure la linearità dei muri e delle coperture le rende perfettamente inserite nel paesaggio, divenendone parte essenziale.

Lavatoio medievale di Racalmuto, Sicilia
Un lavatoio medievale a Racalmuto (Sicilia): schema tipico di un lavatoio-abbeveratoio

Nella zona di Montovolo le pietre su cui le lavandaie strofinavano e insaponavano i panni erano ricavate da grandi blocchi tagliati ad arte dagli scalpellini, in modo da garantire la giusta pendenza. Il rinnovo dell'acqua era, dove ancora possibile, continuo: per questo i lavatoi-abbeveratoi sorgono sempre vicino a un ruscello, a una sorgente o a un corso d'acqua. L'abbeveratoio si trova a monte, per assicurare agli animali acqua pulita; l'acqua cade poi, attraverso una canalizzazione, nel lavatoio diviso in uno o due compartimenti.

Questi manufatti potevano essere pubblici, costruiti dalla collettività lungo le strade principali; privati, più piccoli e posti nell'aia della proprietà; oppure condominiali, edificati dal proprietario del terreno ma utilizzati dagli abitanti del borgo, che ne curavano manutenzione e pulizia.

La guida

Gli itinerari

Quattro percorsi che, dai versanti della Limentra e del Reno, salgono fino a Montovolo alla scoperta dei lavatoi e degli abbeveratoi. Ogni tappa è una scheda illustrata del libro, liberamente consultabile.

Percorso primo

Itinerario 1

10 tappe
Mappa del percorso dell'Itinerario 1 Mappa del percorso · clicca per ingrandire
Percorso terzo

Itinerario 3

12 tappe
Mappa del percorso dell'Itinerario 3 Mappa del percorso · clicca per ingrandire
Riconoscimenti

Chi ha reso possibile l'opera

Un libro frutto della collaborazione fra la Polisportiva di Campolo e il Gruppo di studi Alta Valle del Reno (rivista Nuèter), con le tavole ad acquerello dell'architetto e artista Bill Homes, ormai «uno di noi», che vive gran parte dell'anno a Campolo.

Autori

Bertuzzi, Homes, Michelini

Promotori

Polisportiva di Campolo · Gruppo di studi Alta Valle del Reno

Comune

Grizzana Morandi

Sostegno

Provincia di Bologna · HERA S.p.A.

Un ringraziamento a quanti hanno indicato luoghi e fornito notizie, a chi ha permesso di pubblicare o realizzare le fotografie, e a muratori, scalpellini, architetti ed editori che hanno collaborato al restauro dei manufatti.