Il castello eclettico dell'Appennino bolognese
La Rocchetta Mattei è un esempio unico di eclettismo architettonico ottocentesco: un edificio in cui convivono stile neo-medievale, moresco, rinascimentale e Liberty, concepito non da un architetto professionista ma dalla fantasia visionaria del conte Cesare Mattei stesso. Il castello crebbe organicamente per decenni, seguendo le passioni del suo creatore.
Il risultato è un labirinto teatrale di torri, scalette, sale da ricevimento e camere private in stili diversi, collegati da scalinate con decorazioni Liberty — un viaggio che passa dalla penombra di una sala moresca alla luce di un cortile ispirato all'Alhambra di Granada.
Il cuore della Rocchetta: una riproduzione in scala ridotta del Cortile dei Leoni dell'Alhambra di Granada, con archi a ferro di cavallo in stucco moresco, piastrelle di Siviglia di alta qualità e una fontana centrale.
Caratterizzata dall'elegante alternanza di bianco e nero ispirata alla Mezquita (Grande Moschea) di Córdoba. Il soffitto sembra riccamente intagliato: in realtà è fatto di tele dipinte con elementi floreali in legno applicati — un capolavoro di illusionismo.
Concepita originalmente come mausoleo per la regina Vittoria, fu trasformata da Mario Venturoli in un elegante salone da ballo in stile Liberty. Il nome deriva dal desiderio del conte di festeggiare il novantesimo compleanno circondato da altri ottantanove novantenni.
La Rocchetta è coronata da un profilo irregolare di torri di diversa altezza e stile, cresciute organicamente per decenni: la torre moresca, quella medievale con merli a coda di rondine, e torri di collegamento in stile misto.
La Rocchetta non era solo un castello da contemplare: era un laboratorio. Alcune stanze erano dedicate alla produzione dei rimedi Elettromeopatici distribuiti nei 266 depositi nel mondo.
«Mattei cercava una perfezione non solo estetica ma anche funzionale ed esoterica: il castello doveva essere insieme casa, laboratorio, sanatorio e tempio.» — Fonti: cesaremattei.com / Wikipedia